La musica nel cinema

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Il cinema ha fatto molto ricorso alla musica classica, che ben si presta a qualsiasi contesto. Inoltre ha la comodità di essere già pronta e disponibile, basta “solo” saperla scegliere perché si adatti opportunamente alle situazioni.

Un maestro in queste scelte è stato indubbiamente Stanley Kubrick.

In 2001 Odissea nello spazio (1968) oltre ad effetti spettacolari per l’epoca ha utilizzato svariati brani di musica classica, anche di autori contemporanei, che si adattano magnificamente alle scene del film:
l’introduzione del Poema Sinfonico Also sprach Zaratustra di Ricard Strauss è associato all’immagine iniziale dell’allineamento dei pianeti;
il valzer An der schönen, blauen Donau di Johann Strauss jr accompagna il movimento di allineamento dello spazioplano Orion III, e dei suoi passeggeri in assenza di gravità, alla Stazione Spaziale Orbitante V, meta dello scalo;
Lux Aeterna accompagna il viaggio degli scienziati sulla navicella per raggiungere il cratere lunare Clavius, dove è stato rinvenuto un monolite di origine extraterrestre;
a tutte le apparizioni del monolite è associato il Kyrie dal Requiem;
l’Adagio dal balletto Gayane di Aram Kachaturian segue il viaggio verso Giove dell’astronave Discovery Uno, nel vuoto desolante dello spazio, sotto il controllo totale del computer HAL 9000;
mentre Atmospheres, e Adventures ci accompagnano nel lungo viaggio attraverso lo spazio e il tempo verso l’infinito e la sequenza finale;
Lux Aeterna, Requiem, Atmospheres e Adventures sono composizioni della prima metà degli anni ‘60 del novecento di György Ligeti.

Ligeti fu particolarmente colpito dall’impiego delle proprie musiche nel film, ma fu altrettanto molto duro con Kubrick, verso il quale intentò e vinse una causa legale, per non essere mai stato interpellato, né remunerato per il loro utilizzo.

Va anche ricordato che Kubrick per 2001 Odissea nello spazio fece comporre ad Alex North, che già aveva scritto per lui le musiche di Spartacus (1960), la colonna sonora completa del film, senza poi usarne neanche una battuta.

In Barry Lyndon (1975) Kubrick ha alternato musiche tradizionali irlandesi a brani di musica classica, spesso coeva alla vicenda:
la Sarabanda dalla Suite n. 4 in re minore, HWV 437 di Georg Friedrich Händel;
la Marcia dall’opera Idomeneo, re di Creta, K366 di Wolfgang Amadeus Mozart;
la Danza tedesca n. 1 in do maggiore di Franz Schubert;
la Cavatina dall’opera Il Barbiere di Siviglia di Giovanni Paisiello;
il Terzo movimento dal Concerto per violoncello in mi minore RV 409 di Antonio Vivaldi;
il Concerto in do minore per due clavicembali BWV 1060 di Johann Sebastian Bach;
l’Andante con moto dal Trio in mi bemolle maggiore n. 2 op. 100, D 929 di Franz Schubert.
Inoltre ogni scena del film è stata girata solo con luce naturale o utilizzando candele o lumi a olio, così da dare alle immagini l’aspetto di un dipinto del tardo Settecento.
Ogni inquadratura è ispirata a tele, stampe, disegni di Thomas Gainsborough, William Hogarth, Joshua Reynolds, George Stubbs, John Constable.

Questa scelta ha richiesto l’utilizzo di lenti ultraluminose, create dalla Zeiss per la NASA e di nuove macchine da presa messe a punto dalla Panavision per poterle utilizzare.
Questa ricercatezza dei dettagli fece ottenere al film i premi Oscar alla migliore fotografia (John Alcott), alla migliore scenografia (Ken Adam), ai migliori costumi (Milena Canonero e Ulla-Britt Soderlund) e alla migliore colonna sonora (Leonard Rosenman).

Altro catalogo di musica contemporanea è presente in Shining (1980):
Musica per archi, percussioni e celesta di Bela Bartòk;
Lontano di György Ligeti;
Kanon per 52 archi e nastro magnetico di Krzysztof Penderecki;
brani tratti da Utrenja Ewangelia; Przebudzenie Jakuba (Il risveglio di Giacobbe); Polymorphia; De Natura Sonoris No. 1 e No. 2 di Krzysztof Penderecki.

Scelte perfette, così come in Arancia meccanica (1971) lo sono stati gli stravolgimenti operati da Walter Carlos, oggi Wendy Carlos, su:
la Sinfonia n. 9 di Ludwig van Beethoven,
le Ouverture delle opere Guglielmo Tell e La gazza ladra entrambe di Gioacchino Rossini;
March da Funeral Music for Queen Mary di Henry Purcell;
Pomp and Circumstance Marches No.1 e No. 4 di Edward Elgar;
Il mare e la nave di Sinbad dalla suite sinfonica Scheherazade di Nikolai Rimsky-Korsakov.

Prima di rivolgersi a Carlos, Kubrick, chiese ai Pink Floyd la disponibilità della suite Atom Heart Mother, che avevano appena pubblicato, per usarla liberamente nel film, anche stravolgendola, a sottolineare le violenze di Alex e dei suoi Drughi, ma ricevette un netto rifiuto. Anni dopo Roger Waters (ex Pink Floyd) ammise che “quello fu il più grande errore della nostra storia”.

Vanno poi ricordati il Waltz No.2 da Jazz Suites di Dmitri Shostakovich e l’agghiacciante Musica ricercata di György Ligeti per Eyes wide shut (1999) oltre a musiche composte da Jocelyn Pook;

la Polonaise in La maggiore, Op. 40, No. 1 di Frédéric Chopin in Lolita (1962).

Altro grande maestro, anche nelle scelte musicali, è stato Luchino Visconti.
Uomo di grande cultura con due grandi passioni: la letteratura e la musica, che unite ad uno straordinario intuito artistico e perfezionistico si incrociano nei suoi film, con scelte musicali sempre appropriate alla storia, all’epoca, alle emozioni.

La musica è una precisa cornice storica, nonché una scenografia primaria e un ulteriore personaggio nei suoi film.

Quanto centrale sia il ruolo della musica nei suoi lavori cinematografici è imprescindibile dal suo essere stato anche un grande regista di opere liriche.

Ricordiamo le arie Di Provenza il mar, il suol dall’opera Traviata,
È il sol dell’anima, la vita è amore dall’opera Rigoletto entrambe di Giuseppe Verdi;
L’amour est un oiseau rebelle da Carmen,
Je crois entendre encore dall’opera Les pêcheurs de perles queste di Georges Bizet, scelte per Ossessione (1943).

Gli estratti dall’opera L’elisir d’amore di Gaetano Donizetti in Bellissima (1951).

Le arie L’onda de’suoni mistici; Di quella pira e D’amor sull’ali rosee estratte dall’opera Il Trovatore di Giuseppe Verdi;
e la Sinfonia N. 7 in mi maggiore di Anton Bruckner inserite in Senso (1954).
Il Valzer brillante per pianoforte di Giuseppe Verdi, a suo tempo dedicato alla contessa Maffei, opportunamente orchestrato da Nino Rota, sulle cui note danzano il Principe di Salina (Burt Lancaster) e l’affascinante Angelica (Claudia Cardinale), una scena simbolica della forzata unione dell’antica aristocrazia borbonica con la nuova borghesia del nascente Regno d’Italia per Il Gattopardo (1963).

Il Prelude, chorale and fugue per organo di César Franck in Vaghe stelle dell’Orsa (1965).

Sehr Langsam Misterioso dalla Sinfonia No.3 e Adagietto dalla Sinfonia No.5 di Gustav Mahler;
Für Elise di Ludwig van Beethoven;
Ninnananna di Modest Mussorgsky, quest’ultima tratta da Canti e danze della morte, un ciclo di canzoni per voce e pianoforte, scelte per Morte a Venezia (1971).

L’ouverture de La Périchole, opera buffa di Jacques Offenbach;
Elegie per pianoforte in La bemolle maggiore di Richard Wagner e sempre di Wagner il Prelude dall’opera Lohengrin e Liebestod dall’opera Tristan und Isolde ad accompagnare le scene di Ludwig (1973).

L’aria per soprano e orchestra Vorrei spiegarvi, oh Dio! K418 e la Sinfonia Concertante K364 entrambe di Wolfgang Amadeus Mozart in Gruppo di famiglia in un interno (1974).

Berecuse e Valzer di Frédéric Chopin;
il Rondò Alla turca ​​della Sonata per pianoforte in La maggiore K331 di Wolfgang Amadeus Mozart;
Giochi d’acqua a Villa d’Este di Franz Liszt;
l’aria di Orfeo Che farò senza Euridice dall’opera Orfeo ed Euridice di Christoph Willibald Gluck ne L’innocente (1976).

Sia Kubrick che Visconti con le loro scelte musicali hanno contribuito al successo di brani poco o per nulla conosciuti fino all’uscita dei loro film ed a farli entrare stabilmente nel repertorio delle maggiori orchestre.
E’ il caso di Also sprach Zaratustra di Ricard Strauss, del Trio in mi bemolle maggiore n. 2 op. 100, D 929 di Franz Schubert, del Valzer brillante di Giuseppe Verdi, della Sinfonia No.5 di Gustav Mahler.

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