One Week

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One Week (Una Settimana) è un cortometraggio del 1920 diretto da Buster Keaton e Eddie Cline.
Due sposini, Keaton e Seely, ricevono una “casa fai-da-te” come dono di nozze. Secondo le istruzioni la casa può essere costruita in una settimana, tuttavia vengono intralciati da un pretendente rifiutato che cambia la numerazione delle casse contenenti i pezzi della casa. Buster costruisce la casa secondo la nuova numerazione e si trova alle prese con un edificio totalmente fuori dal comune, con porte che si aprono sul vuoto, pavimenti che cedono e fondamenta poco stabili tanto che, durante una tempesta, la casa comincia a girare su se stessa divenendo una folle giostra che sbalza fuori tutti gli occupanti. La coppia scopre infine che il lotto loro assegnato per costruire la casa era quello sbagliato quindi, fissati dei barili alla base della casa, iniziano a trainarla nel lotto corretto. La fune usata per il rimorchio tuttavia, si spezzerà proprio durante l’attraversamento di un binario dove i due sposini vedranno la loro casa andare in mille pezzi.

Buster Keaton, pseudonimo di Joseph Frank Keaton (Piqua, 4 ottobre 1895 – Woodland Hills, 1º febbraio 1966), è stato un attore, regista e sceneggiatore statunitense, tra i maestri del periodo del cinema muto classico.
Divenne celebre per l’espressione stralunata e malinconica dei suoi personaggi e soprattutto per il suo talento “acrobatico” nelle gag che portava sullo schermo cinematografico e televisivo.
L’American Film Institute lo inserì al ventunesimo posto tra le più grandi star della storia del cinema.
Nacque, primo di tre figli, in una famiglia di attori di vaudeville. I genitori – Joseph e Myra Keaton – collaborarono a lungo con Bessie e Harry Houdini. Il celebre mago frequentava spesso la casa dei Keaton; un giorno assistette sbigottito a una rovinosa caduta dalle scale del piccolo Joseph, il quale non si fece nulla: «What a buster!» (Che bel capitombolo!) esclamò. Quindi fu proprio l’illusionista a creare il soprannome al piccolo Keaton “Buster”, il termine infatti venne subito adottato dal padre dell’artista per indicare il figlio.


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